PIAZZA SAN BABILA

La Basilica

Il principale elemento simbolico di piazza San Babila è la Basilica, edificata sopra i resti di una precedente chiesa paleocristiana. L’edificio è dedicato a San Babila, vescovo di Antiochia, che, secondo la 
tradizione, morì in prigione durante le persecuzioni ordinate dall’imperatore Decio. Situata 
originariamente in prossimità delle antiche mura cittadine, la basilica a rappresentato per secoli un punto di riferimento religioso e urbano nel cuore di Milano. 
La storia dell’edificio è segnata da continui interventi di restauro e trasformazione, che ne hanno modificato profondamente l’aspetto originario. Nel corso dei secoli, la basilica ha subito rifacimenti, ampliamenti e ristrutturazioni, volti sia al consolidamento strutturale sia all’adeguamento estetico secondo le diverse mode architettoniche dell’epoca. 
Tra le modifiche più significative vi è la sostituzione dell’antica facciata barocca, visibile in alcune raffigurazioni dei primi anni dell’Ottocento, avvenuta tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. In quel periodo, le pessime condizioni dell’edificio portarono a valutare persino la demolizione, poi scongiurata grazie a un progetto di recupero guidato dall’architetto Paolo Cesa Bianchi, che ridisegnò l’esterno in stile neoromanico. 
Gli interni della basilica, organizzati in tre navate, furono oggetto di ristrutturazioni intorno al 1926, mentre la facciata subì gravi danni durante i bombardamenti che colpirono Milano nel 1943. Nonostante queste trasformazioni e i danneggiamenti, la basilica conserva oggi una presenza imponente e continua a rappresentare un legame con la storia e la spiritualità della città.
La Basilica di San Babila si inserisce armonicamente nel contesto urbano della piazza, fungendo da elemento centrale attorno al quale si sviluppano gli altri punti di interesse, come la Colonna di Porta Orientale e la fontana di Luigi Caccia Dominioni. La sua posizione e la sua imponenza la rendono un riferimento visivo e simbolico per chi attraversa piazza San Babila, confermando il ruolo della piazza come cuore storico, religioso e culturale di Milano.

La Colonna del Leone

Di fronte all’antica chiesa di San Babila, all’imbocco di corso Venezia, si trova la Colonna di Porta Orientale, un manufatto in pietra bugnata sormontato da una scultura leonina. Oggi il monumento appare quasi inosservato nel traffico e nel caos di piazza San Babila; la sua collocazione attuale risale agli anni Sessanta del Novecento, quando fu spostato in seguito alla realizzazione della stazione della metropolitana. In realtà, la colonna era già stata ricollocata più volte, sempre di pochi metri, per adeguarsi alle esigenze della viabilità. 
La realizzazione della Colonna di Porta Orientale risale al 1626 ed è frutto di un progetto di Giuseppe Robecco, realizzato per volontà del conte Carlo Serbelloni, magistrato alle strade, che decise di collocare il leone su una colonna bugnata posta su un alto basamento. In precedenza, la scultura si trovava su un diverso piedistallo, eretto nel 1502 e realizzato in laterizio: una struttura ingombrante e poco apprezzata dal punto di vista estetico, come ricordato da Torre, che la descriveva come “un piedestallo massimo di materia cotta, che occupava gran sito, e riusciva poco grato allo sguardo”. 
L’origine del leone in pietra resta incerta ed è circondata da numerose leggende. Secondo una tradizione, intorno all’anno Mille i veneziani avrebbero tentato un attacco notturno a Milano, schierando l’esercito presso la Porta Orientale, allora situata nell’area di San Babila. Scoperti casualmente da un garzone di un fornaio, i milanesi riuscirono a respingere l’assalto; durante la fuga, i veneziani avrebbero abbandonato la scultura, successivamente posta a protezione della porta cittadina. Altre interpretazioni attribuiscono al leone una funzione simbolica di monito per chi entrava in città attraverso il varco delle mura medievali. 
Il monumento che osserviamo oggi, tuttavia, appare più come un elemento frammentario che come una vera e propria colonna: alto circa sette-otto metri, poggia su un basamento di circa quattro metri. In origine il basamento era decorato con quattro leoni alati posti agli spigoli, separati da motivi vegetali, oggi quasi completamente scomparsi, sebbene ancora visibili in alcune fotografie d’epoca. Anche la scultura sommitale risulta fortemente compromessa dall’azione del tempo e dello smog, al punto da perdere in parte i tratti originari del felino. 

La Fontana

La fontana di piazza San Babila, situata in uno degli spazi più significativi del centro storico milanese, è stata realizzata nel 1997 su progetto dell’architetto Luigi Caccia Dominioni e donata alla città dall’Ente Fiera. L’opera si inserisce armoniosamente nel contesto urbano, dialogando con la storia della piazza e con l’imponenza degli edifici circostanti. 
La fontana presenta una forte valenza simbolica, legata all’acqua e alla sua gestione nel territorio lombardo. La complessa struttura richiama l’abbondanza delle risorse idriche della regione e le caratteristiche geografiche e orografiche della Lombardia. L’architetto ha inteso rappresentare il ciclo naturale dell’acqua, dal suo originarsi nelle montagne al suo fluire nei grandi laghi fino alla pianura padana. 
Per chi arriva da corso Vittorio Emanuele II, uno dei principali assi commerciali della città, l’elemento più immediatamente percepibile è un tronco di piramide in pietra rossa sormontato da una sfera. La piramide evoca le montagne lombarde, mentre la sfera simboleggia una nuvola. Da questo punto
l’acqua prende origine, scorrendo lungo le superfici levigate della montagna stilizzata e confluendo in una vasca circolare sottostante. 
Successivamente, l’acqua attraversa una griglia che richiama il suo fluire lungo fiumi e fontanili, fino a giungere in una vasca più ampia, assimilabile a un lago, simbolo dei numerosi bacini lacustri della regione. Il getto centrale evoca il processo di evaporazione, completando idealmente il ciclo e riconnettendosi alla sfera sommitale. Alcune alture artificiali circondate da verde richiamano le colline e le montagne lombarde, elementi naturali che fanno da sfondo alla città. 
Nel complesso, la fontana si inserisce con armonia nello spazio della piazza e si configura come ideale conclusione prospettica di corso Vittorio Emanuele II. La piattaforma in porfido su cui poggia garantisce inoltre la continuità del flusso pedonale, rafforzando il legame tra il corso e la piazza.